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| Primario imponente complesso cinquecentesco con Mpunte barocche, oggi sede del municipio. Il Palazzo fu edificato per la famiglia D’Adda a cui appartenne fino al XVIII secolo; successivamente la proprietà passò ai Borromeo. Il corpo centrale è caratterizzato da un portico molto alto e spazioso, in undici campate con volte a crociera che poggiano su capitelli e colonne in granito di ordine tuscanico. Sotto il portico si aprono gli ingressi delle sale più sontuose e importanti del palazzo comunicanti tra di loro e riccamente decorate: dal grandioso salone centrale (oggi sala consiliare del Comune di Settimo Milanese) si accede direttamente alle sale vicine, secondo lo schema distributivo più semplice. Affreschi che rappresentano gli stemmi dei conti D’Adda (e dei Borromeo), figure allegoriche, paesaggi, elementi floreali e vegetali e figure monocrome di chiara derivazione manieristica ornano i soffitti, le volte curvettate e lunettate e le cappe dei camini. Varie e discordanti sono le ipotesi sull’autore o sugli autori di questi affreschi. Lo storico ottocentesco Cesare Cantù li attribuì agli allievi di Ambrogio Figino, pittore della seconda metà del ‘500, altri esperti invece il attribuiscono alla scuola dei Luini e del Quini. Come in tutte le ville di questo periodo vi è annesso un vasto parco all’italiana con piante secolari. A fianco della villa, a pochi metri dall’ala barocca, si trova un fabbricato rettangolare, Palazzo Granaio: originariamente edificio rurale, pressoché unico nella tipologia delle ville milanesi (soprattutto per la sua unità stilistica con l’architettura della costruzione civile) era destinato a granaio, a bozzoliera e, al piano semicantinato, a tinaia, sì da permettere l’accesso diretto dei carri trainati dai buoi quando ancora in questa zona esistevano grandi estensioni a vigneto. Le funzioni dell’intero coniplesso edilizio corrispondevano ai duplici interessi dei D’Adda: una residenza di caccia, di svago e un punto di riferimento amministrativo dei vasti possedimenti acquistati nel corso del XVI e XVII secolo. | ||
| ORATORIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA Cascine Olona, via Grattisci |
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Consacrato nel 1468 e detto "dei
Mantegazza" riprende, benché semplificato, un disegno tipico a Milano nel XIV secolo. Particolarmente significativa la piccola fonte, chiaramente ripresa da quella meridionale di S. Cristoforo sul
Naviglio di Milano. |
| ORATORIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA Cascine Olona, via Grattisci |
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Consacrato nel 1468 e detto "dei
Mantegazza" riprende, benché semplificato, un disegno tipico a Milano nel XIV secolo. Particolarmente significativa la piccola fonte, chiaramente ripresa da quella meridionale di S. Cristoforo sul
Naviglio di Milano. |
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CHIESA DI SANTA MARGHERITA |
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Fu costruita nel 1534,
sul terreno di una precedente cappella, a spese del conte Fabrizio Balbo. Lantica
chiesa di Santa Margherita aveva la facciata volta a meridione ed era di proporzioni ben
modeste di quella attuale, aveva annessa la casa parrocchiale, i rustici e il cimitero;
questultimo era antistante ed a sinistra del tempio. Nel 1888 il Prefetto di Milano
fece chiudere lormai cadente e pericolosa chiesa ed il 5 luglio 1890 iniziarono i
lavori di demolizione e il calo delle campane; il 4 ottobre 1891 la nuova chiesa venne
aperta ai fedeli. Tra le date dei successivi interventi vanno ricordate: 1896 - in aprile inizia la costruzione del campanile che viene inaugurato il 24 ottobre 1989 1899 - viene posto lorologio sul campanile 1909 - posa dellorgano attualmente ancora usato 1926 - esecuzione dei dipinti dellaltare del Crocifisso e della 1975 - si completa la facciata con fregi in terracotta e col riempimento di parti del portale che erano ancora allo stato grezzo. |
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VILLA MERAVIGLIA
LOCATELLI AIRAGHI |
| Edificio settecentesco composito, adattamento di un precedente convento di cui rimangono la chiesetta nel cortile e la struttura dei rustici a nord della villa. Ingresso monumentale, nel corpo padronale sono evidenti rielaborazion neoclassiche ed eclettiche interne. Notevole parco "all’inglese". |
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CHIESA DI SAN SEBASTIANO |
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| Nel "Liberal Notitiae Sanetorum Medio Mediolani" del 1290 viene indicata la chiesa di S. Sebastiano a "Vighignolo" situata in aperta campagna (probabilmente di origine longobarda). Benché non sia stato ritrovato alcun documento di fondazione della parrocchia è possibile datarla al 1445. Del vecchio tempio di S. Sebastiano, oggi completamente in rovina, rimangono i muri perimetrali; da una pianta topografica dei 1567 giacente presso l’Archivio della Curia Arcivescovile di Milano, risulta che la chiesa fu costruita a forma rettangolare, con infondo la cappella dell’altare maggiore. Davanti all’ingresso principale c’era un porticato e un cimitero circondava l’edificio sacro, che all’intemo aveva due sepolture. Nel 1687 la parrocchia passò definitivamente alla chiesa di Santa Maria Nascente. |
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CHIESA DI SAN GIORGIO |
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| Le origini della chiesa di Seluro risalgono al medioevo, probabilmente verso, lXI-XII secolo ad opera dei discendenti dei longobardi che costruirono numerose chiese dedicate ai santi che erano a loro più cari (e San Giorgio, santo guerriero, lo era). La ricostruzione della chiesa, datata 1579, avvenne per ordine di Carlo Borromeo, arcivescovo di Milario giunto in visita pastorale nel 1572, che trovò la chiesa antica in condizioni disastrate. Allinizio del 700 nel vecchio fabbricato vennero i mantenuti solo i quattro pilastri maggiori. Labbattimento e lo scavo delle fondamenta avvennero nel 1754, mentre i lavori di costruzione furono ultimati lanno successivo; nel 1822 venne ricostruita lo sacrestia, sulla cui porta dingresso vi è un dipinto di Pietro da Bagnara (1546), di proprietà della Pinacoteca di Brera e concesso a Seguro nel 1815, raffigurante la Vergine con il Bambino, S. Lorenzo, S. Giovanni Baffista e S. Ubaldo. Al nostro secolo (1923) risalgono la decorazione della facciata (prima era di nudi mattoni) e il rifacimento dellaltare maggiore. |
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VILLA LITTA MODIGNANI |
| La piccola palazzina settecentesca (oggi sede di rappresentanza) sorge in una zona completamente trasformata dalla creazione del centro industriale ma non appare affatto sacrificata giacché nel restauro si è avuta la cura di isolarla, lasciandole tutto attorno un vasto spazio libero a giardino che mette in rilievo le eleganti linee e i volumi ben calibrati.nti |