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Le famiglie

D’Adda: il nome deriva dal fiume omonimo, sulle cui rive, ad Olgiate, è la terra d’origine.Il primo di cui si abbia notizia certa è Leone D’Adda, nel 1356; la loro grandezza deriva dall’esercizio della marcatura, con cui accumularono grandi ricchezze nel XVI secolo. Nel ‘500 il Sansovino esaltò la magnificazione di Giovanni Rinaldo e Francesco D’Adda.
Il 10 ottobre 1665 Ambrogio, con loma dei Re di Spagna Filippo III, viene nominato Marchese di o Sa- Pandino; un altro ramo dellapfaprmr iglia vanta il titolo di Conti di le. Alla fine del ‘700 troviamo il Conte Abate Ferdinando, che tra i diversi scritti pubblicati, nel 1765 diede alle stampe le "Riflessioni critiche-filosofiche" e a cui dobbiamo la fondazione della "Causa Pia D’Adda", ancora oggi esistente come istituzione autonoma con sede a Milano, dedita a opere di beneficenza. Gli fu contemporari eo il marchese Febo che ricoprì importanti cariche nei governi deIl’epoca: da Filippo Il a Napoleone, agli austriaci. Nel il 17 Parini pubblicò la sua ode alla Musa dedicandola al marchese, suo discepolo prediletto. Il motto della famiglia è "Ne derelinquas nos, domine".


Stampa: di origine francese, giunse in Italia al tempo di Carlo Magno, con Giovanni, scudiero e primo dei 12 conti dell’imperatore, che ottenne da quest’ultimo il castello detto Della Stampa in Brianza, di cui i dipendenti presero il nome. La famiglia si stabilì successivamentea Milano dove fu insignita del titolo comitale, il Marchesato. Nel 1773 furono nominati da Carlo VI d’Asburgo feudatari di Vighignolo. La famiglia annovera anche illustri prelati della chiesa italiana e francese; con la morte dei marchese Massimiliano Giusepper, nel 1876, ultimo della stirpe, si estingue. Il motto della fa miglia fu: "Specimen Virtutis Avitae".


Padulli: il nome indica l’origine, De palude o padule. Le prime notizie risalgono al 1234: sembra che i suoi membri ricoprissero importanti cariche sia nelle gerarchie elevate che in quelle civili. Giulio Padulli fu sindaco di Milano nella prima metà del XVII secolo. Il titolo comitale è dato con diploma Cesareo nel 1747, accompagnato nell’anno successivo dal feudo di Vighignolo; dal 1752 sono ammessi nel patriziato milanese.


Secchi: famoso fu Pietro Secchi dell’Accademia dei Pugni assieme a Verri e Beccaria. Esperto di agricoltura ricopri numerosi in carichi occupandosi anche di questioni economiche quali il commercio dei grani e l’abolizione delle corporazioni. Partecipò alla fondazione della rivista "Il Caffè" dove firmava i propri articoli con la sigla "S"; fu Socio della Società Patriottica (creata il 2 dicembre 1776 con dispaccio imperiale) il cui scopo era di promuovere l’agricoltura, le buone arti e la manifattura, proponendone invano il Parini come segretario.

 
     
 

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