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L’origine di Settimo è riconducibile all’epoca romana. Nel 222 a.c. il console romano Marco Claudio Marcello sconfigge a Casteggio i Celti, il popolo che, dopo i Liguri e gli Etruschi, nel 369 a.c. si era insediato nel nord Italia e a cui è attribuita la leggendaria fondazione di Milano. La regione Transpadana diventa la romana "Gallia Cisalpina" e Milano (Mediolanum) un "municipium" ossia un comune libero. Settimo diventa un presidio fortificato, un "castrum" o un luogo di rifornimento posto nei pressi della settima pietra miliare sulla strada che univa Milano a Novara (Novaria).

I dati relativi alla storia locale attualmente noti non sono molti. Nel periodo tra il 700 e il 1000 l’unica notizia si desume dal "Codex Diplomaticus Longobardiae" dove Settimo è citato come luogo di provenienza di alcuni testimoni e dove viene indicato come appartenente al mandamento di Corsico. Successivamente si hanno informazioni frammentarie, dovute più che altro a rogiti, processi e suddivisioni amministrative della Chiesa Milanese.

All’inizio del nostro millennio Settimo fu possedimento del Monastero Maggiore di San Maurizio in Milano i cui diritti sul borgo vengono confermati da una bolla di Papa Eugenio III del 29 luglio 1148.Il "Liber Notitiae Sanctorum Mediolani" della fine del ‘200 fa un censimento delle chiese di Milano; Settimo e Vighignolo appartenevano allora alla Pieve di Cesano Boscone, il santo "titolare" della Pieve era San Giovanni Battista cui erano dedicate 57 chiese e altrettanti altari. A quel tempo risalgono le prime notizie della presenza della famigia D’Adda che tanto importante sarà per Settimo.

Nel 1572 le parrocchie di Settimo, Vighignoloe Seguro ricevono la visita pastorale di Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano. Settimo era strettamente legata a Milano e ne "subì" tutti i mutamenti storici: dopo i visconti Sforza, i francesi, gli spagnoli, gli austriaci. Nel 1733 il territorio di Vighignolo fu dato in feudo al conte Cristiano Stampa, da parte di Carlo VI D’Asburgo.Dopo la morte del conte Stampa il feudo di Vighignolo cadde sotto la giurisdizione di Giulio Padulli che, nel 1773, fu nominato conte, titolo che mantenne fino all’arrivo dei francesi nel 1796; all’inizio del secolo i conti Venino acquistarono molte proprietà in Vighignolo, diventando così la famiglia più ricca del luogo. Le riforme di Maria Teresa d’Austria e di suo figlio Giuseppe fanno si che alla fine del 1787 anche Settimo abbia la sua prima scuola, detta Scuola Primaria e Istitutiva. Dopo la rivoluzione francese (1796) che mise all’erta tutti gli stati confinanti con la Francia, Napoleone Bonaparte invase l’Italia settentrionale fondando la Repubblica Cisalpina, uno "stato satellite" della Francia rivoluzionaria che durerà una ventina d’anni.

Il Congresso di Vienna (1815), grande riunione delle potenze che avevano sconfitto Napoleone, decretò il ritorno degli antichi sovrani e degli antichi modi di pensare: a Milano tornò il governo austriaco che, abbandonate le posizioni "illuminate" del ‘700, si mostrò come uno dei più accaniti nel combattere i moti rivoluzionari, coadiuvato anche dalla gerarchia ecclesiastica.Nel luglio del 1836 una grave epidemia di colera colpì Seguro causando la morte di 16 persone (sui 550 abitanti di allora).con le cinque giornate (18-- marzo 1848) Milano dà una prima scossa al governo austriaco; la battaglia di Magenta (4 giugno 1859), vinta dalle truppe franco-piemontesi contro quelle austriache, pone la fine della dominazione asburgica.Milano entra a far parte del futuro Regno d’Italia e Napoleone III, al comando dell’esercito alleato, soste a Cascine Olona prima di entrare trionfalmente a Milano.

Nella prima metà dell’800 Seguro e Vighignolo, erano ancora comuni autonomi e solo nel 1862 vennero uniti alla comunità di Settimo che assunse così l’attuale assetto amministrativo. Nella cosiddetta epoca giolittiana Settimo (inizio ‘900) inizia una lenta trasformazione.I lavori pubblici per portare i nuovi servizi appartengono all’inizo del secolo: è del 1906 la convenzione fra il Comune e la Società Elettrica Suburbana mentre il contratto con la stipel per l’installazione della linea telefonica viene stipulato il 10 ottobre 1928; l’acquedotto comunale, nonostante Settimo fosse su un terreno ricco d’acqua sorgiva, fu inaugurato nel 1954. Tutte queste date ci fanno capire quanto lento e duro sia stato lo sviluppo di un’area che, per quanto vicina ad una grande città, non sempre aveva risorse prorie per poter adeguarsi.Tuttavia queste difficoltà non hanno mai emarginato Settimo da una partecipazione alla vita nazionale: basterebbe la presenza dei suoi cittadini nelle guerre, compresa quella di Liberazione, con grandi sacrifici umani.Isegni della sofferenza resteranno nei nomi delle vie: Remo Mereghetti della BrigataGaribaldi caduto a Milano, Giovanni Barni ucciso a Mauthausen e poi piazza Tre Martiri ricordo del luogo dove il 27 giugno 1944 furono trucidati Paolo Soldati, Gino Ravagnati eOsvaldo Rigamonti.La nostra storia giunge fino al grande mutamento istituzionale italiano: al referendum monarchia-repubblica. Gli aventi diritto al voto furono 2860, 1467 uomini e donne. La percentuale dei votanti fu altissima (quasi il 92%) confermando quella partecipazione civile che già si era evidenziata in passato: 2211 votarono per l’avvento della repubblica e 308 per il mantenimento della monarchia. Si apriva così l’epoca nuova di questo comune che aveva conosciuto il benessere delle trasformazioni del contado milanese del Medioevo e del Rinascimento, le crisi del dominio straniero, la ripresa del periodo unitario, le guerre.

Una società nuova soprattutto con tempi nuovi che impostavano ogni trasformazione con una velocità inimmaginabile, dove le macchine stavano per irrompere ovunque e dove l’industrializzazione avrebbe nello sviluppo del Paese.

 
     
 

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